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Il ransomware MarsJoke colpirà anche in Italia

4 Ottobre 2016
 Ottobre 4, 2016
ransomware

La campagna di distribuzione è iniziata da circa una settimana. Nel mirino uffici pubblici e scuole. Il malware sembra pensato per colpire anche il nostro paese.

Individuato alla fine di agosto di quest’anno, MarsJoke è diventato un problema a partire dal 22 settembre scorso, quando i cyber-criminali che lo utilizzano hanno avviato una vasta campagna di distribuzione via email del malware. Stando all’analisi di Proofpoint, la campagna di distribuzione prende di mira principalmente organizzazioni pubbliche, scuole ed enti locali. Per il momento l’attacco riguarda principalmente gli Stati Uniti.

I messaggi di posta elettronica utilizzano un classico stratagemma di social engineering, che usa un oggetto e un testo che fanno riferimento a presunte procedure di consegna di spedizioni. All’interno delle email è presente un link che punta a diversi siti Internet registrati di recente, sui quali è ospitato l’eseguibile che contiene il ransomware. Si tratta di un file eseguibile chiamato file_6.exe.

MarsJoke, una volta avviato, si comporta in maniera piuttosto comune: avvia il processo di crittografia dei file presenti sul computer (senza modificarne l’estensione) e visualizza un messaggio che chiede il riscatto sostituendo lo sfondo del desktop e visualizzando una finestra pop-up.

Richiesta di riscatto in più lingue, tra cui l’italiano… teniamoci pronti.

La finestra consente di visualizzare il messaggio in più lingue, compresa quella italiana. La presenza di messaggi nella nostra lingua, anche se per il momento non sono stati registrati casi di infezione, è un chiaro indizio del fatto che i pirati informatici hanno compreso il nostro paese tra quelli che potranno essere presi di mira nel corso della campagna.

Lo stile, dal punto di vista grafico, è quello del noto BTC-Locker, con le istruzioni per il pagamento del riscatto (0.7 Bitcoin, circa 300 euro) e un conto alla rovescia che concede 96 ore alla vittima per pagare il riscatto.

La gestione del ransomware avviene tramite un server Command and Control con il quale il malware comunica già al momento dell’installazione, fornendo ai cyber-criminali le informazioni di base sulla macchina colpita. Per il momento non è disponibile uno strumento per la decodifica dei file.